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Aula Magna della Scuola Enologica

Entrando nell'Aula Magna  dell'Istituto, oggi assurta a monumento nazionale, si percepisce subito la sua spettacolarità .

Le decorazioni realizzate da Antonio Maria Morera nel 1924 rappresentano secondo l'autore stesso, un carattere pedagogico ed al contempo conservano una certa vivacità come si conviene ad un soggetto di vita gioconda e festante.

Il Morera così presentava il lavoro: "togliere alle concezioni bacchiche il carattere orgiastico ridando l'originale carattere di riti solenni simboleggianti il lavoro agreste e la pura virtù derivante da tale lavoro; rappresentando inoltre il bene, nelle sue più caratteristiche manifestazioni, apportato dal vino all'Umanità".

Lo stile dell'Aula austera è del primo Rinascimento modernizzato con solenne dignità.

Le pareti sono divise da paraste sormontate da capitelli; esse sorreggono una trabeazione che gira attorno a tutta la sala.

 

I motti inseriti nel fregio della trabeazione:

 

NULLAM SACRA VITE PRJUS SEVERIS ARBOREM (Orazio, Odi, I,18)

SICUT VITIS ABUNDANS IN LATERIBUS DOMUS TUAE (Salmo 127)

VINUM TN JUCUNDITATE CREATUM EST, ET NON IN EBRJETATE (Ecclesiaste,3 1-35)

UVA PAMPINEA RUBENS EDUCATA SUB UMBRA (Priapea, 3)

MITIS IN APRICIS COQUITUR VINDEMIA SAXIS (Virgilio, Georgiche, II,522)

EXPLICUIT VINO CONTRACTAF SERIA FRONTIS (Orazio, Satire, II,3)

VINUM LAETIFJCAT COR HOMINIS (Salmo C 113)

VITA SJT UT VITIS (Pascoli)

RUSTICUS VITEM FINGIT PUTANDO (Virgilio, Georgiche, II,406-407)

 

Da queste paraste, dalla trabeazione e da un'alta zoccolatura, sono formati quattordici grandi spazi dipinti; sei nelle due pareti corte e otto nelle pareti lunghe.

Sul pannello grandioso che sormonta la Cattedra un trono marmoreo accoglie

DIONISO

in atteggiamento superbo ma sereno. Il capo coronato di pampini, il torace possente e bello emerge dalla porpora. Pare ascolti la musica ritmica dei vendemmiali, da lui creata per la gioia degli umani, premio al lavoro compiuto. L'occhi pensoso lungi mirante ad un orizzonte ignoto sembra dirvi la festa occulta dagli animi eccitati nell'ebbrezza della vita.

Intorno a lui il giovane Fauno suonante la tibia e la superba baccante col cembalo arcaico danzanti l'epilenia a cadenza viva: "Et Te Bacche, vocant per carmina laeta (Virgilio, Georg. II 388)"; e le fiere ammansite ai piedi del Nume simboleggianti le insidie vinte dalla volontà e dal costante lavoro.  Ai piedi del trono, frutti, grappoli, spighe dorate e fiori.

Nel fondo in alto, viti armonicamente intrecciate e ancora penduli grappoli a significare l'abbondanza premio alle fatiche rurali. Ai lati della cattedra due cartelli portanti il motto summenzionato. Altri due piccoli pannelli ai lati, raffigurano la vendemmia e la travasatura del vino.

Sulla parete opposta, sormonta la porta di accesso un altro grande pannello,

ORFEO 

il poeta musico cantore dei misteri Dionisiaci; colla cetra teurgia abbandonato al suo canto divino, richiama in vita Euridice, simbolo della vita che sembra ridestarsi a quel canto, poesia e musica intese quali rivelatrici dell'Eterno Vero.

Ai due lati di questo pannello, due altri, raffiguranti un Centauro ed una Centauressa che sollevano l'argenteo corno in atto di grande giubilo poi che il giocondo Iddio ha tramutato il molle latte in ardente vino ridatore di vita e di forza.

Gli otto pannelli decorativi sovrastanti le otto finestre raffigurano, dalla destra di chi guarda verso la porta d'ingresso:

L'AMICIZIA 

Il Tribuno militare romano vestito di porpora e di oro consacra su l'Ara druidica la pace col barbaro Gallo. Distende il forte braccio che offre la coppa ricolma di vino.

LA FORZA 

Re Mithras, dopo aver libato agli Dei, abbatte a forza di braccia il toro pel sacrificio.

L'AUDACIA 

La giovinetta amazzone brandisce il giavellotto, ed ebbra, si slancia furiosamente sul nemico.

L'ELOQUENZA 

Dalla bigoncia del Senato l'oratore romano protendendo il braccio, legge la sua Orazione mentre gli sta dinanzi l'anfora ricolma di buon Falerno eccitatore della parola: altri Senatori l'ascoltano.

LA FEDE 

Il Vescovo eleva il calice contenente il Sacro vino Eucaristico, sangue di redenzione, mentre i guerrieri crociati si prostrano in devozione.

IL CONFORTO 

Un giovane eroe giunge, spinto dalla sua audacia su la palizzata nemica erta di lance; ma è colpito a morte e lo sorregge una giovane donna dalle chiome sparse al vento che lo rianima col balsamico vino.

LA SAPIENZA E LA VIRTU' 

Il saggio dalla fluente e bianca barba solleva lo sguardo attonito verso una pura immagine di fanciulla che gli offre il divino liquore, compenso alle fatiche dell'intelletto.

L'AMORE 

Il giovane padre solleva il bimbo che raccoglie ed offre il grappolo simbolico alla madre tutta protesa verso la sua creatura.

IL SOFFITTO 

Il soffitto è pure composto da motivi simbolici: Al centro si apre un vasto pergolato. Ai duellati del pergolato un bel motivo di vasi attorniati da pavoni simboli dell'incorruttibilità.

Quattro ampi scudi delimitano gli angoli e riportano: una croce bianca su campo rosso; la cinta turrita di Treviso; il Leone con la spada levata simbolo della gloria di Venezia; una croce dorata su campo azzurro che ricorda i colori della città di Conegliano.

   

Aula Magna Soffitto



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